P.G. Kien Project

26 marzo 2010

L’agnello che volle farsi lupo

E’ uscita la versione cartacea (pagine 32) del racconto “L’agnello che volle farsi lupo”, frutto della collaborazione tra P.G. Kien e lo storico Paolo Galloni e che presto uscirà anche come ebook e audiolibro. A partire dagli atti originali del processo al giovane Jean Grenier (Bordeaux 1603), il racconto ricostruisce la vicenda di un ragazzino che si vantava di essere un lupo mannaro.

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22 gennaio 2010

P.G. Kien Project Live

P.G. Kien Project Live in: “Disumanità”, con Paolo Galloni, letture, e Guido Ponzini, chitarra stick e basso elettrico. Mercoledì 3 febbraio 2010, ore 20,30, al club Materiaoff, B.go S. Silvestro, 40, Parma, E mail materiaoff@gmail.com, www.myspace.com/materiaoff, tel.0521 287543 – 366 4343800.
Nel corso della serata saranno esposti anche i MINIROMANZI in 24 cartoline e GLI INVASATI (arte povera in vasetto)

“Disumanità” è il secondo progetto del P.G. Kien Project. In Disumanità P.G. Kien sperimenta un romanzo interamente scritto in forma di dialogo. Vi si racconta un’indagine pericolosa dell’agente FBI Michelle Munisteri. Quando Michelle, insieme a due colleghi, entra nella casa di Liberty,a nord-ovest di New York, sa che è avvenuto un duplice omicidio, ma non immagina che uno dei due corpi abbia tratti a malapena umani; né prevede di dover assistere di lì a poco alla stessa scena nel medesimo luogo. Cosa unisce i delitti di oggi con un presunto avvistamento di UFO della fine degli anni Quaranta? Cosa lega un anziano scienziato e la scomparsa di alcune ragazzine da una riserva navajo nel 1981? La sua indagine rivelerà scenari inquietanti e dirompenti. Michelle dovrà muoversi tra segreti e complotti in cui è tragicamente difficile capire per chi sta davvero lavorando, e perfino da che parte stia lei mentre con impegno e cocciutaggine, mettendo in gioco la propria vita e il proprio futuro, scava in uno dei segreti più torbidi della nazione. Alla sfida della protagonista ne corrisponde una per il narratore: raccontare un’inchiesta solo attraverso le voci dei protagonisti, senza nessuna descrizione esterna ad esse.

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7 gennaio 2010

Novità nello Shop di P.G. Kien

Novità nello Shop di P.G. Kien [www.pgkien.net]: i diversi progetti non sono più in vendita separatamente, ma offerti tutti insieme a 20 € in una stessa scatola nera, che conterrà così “Il segreto del poeta rilegato (e le sue due tavole fuori testo), “Disumanità non rilegato (e le sue 4 tavole fuori testo) e le 24 cartoline dei Miniromanzi.
Il pdf dei Miniromanzi è sempre scaricabile, ma dalla pagina Atelier, non più da quella Shop.

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19 novembre 2009

Idea per il prossimo Natale

Un’Idea per il prossimo Natale: regala la scatola nera di P.G. Kien con un messaggio per il destinatario. Dopo aver ultimato l’ordine (http://www.pgkien.net/kien_shop.html) scrivi il testo del messaggio da allegare al tuo dono e invialo a masterofwords@pgkien.net

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11 ottobre 2009

Miniromanzi

Dalla pagina Shop di P.G.Kien si possono scaricare in .pdf i Miniromanzi (prose brevissime in dimensione cartolina):

http://www.pgkien.net/kien_shop.html

Hope you like it

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27 settembre 2009

Prossimi appuntamenti

Prossimi appuntamenti “Live” del P.G. Kien Project:
lunedì 19 ottobre, ore 21, Paguro Caffé Letterario, Reggio Emilia: musical reading da “Il segreto del poeta” con Paolo Galloni, voce recitante e introduzioni, Francesco Benozzo, arpa celtica e voce.

sabato 24 ottobre, ore 19.00, Agriturismo La Madonnina, Torrechiara (PR): musical reading da “Il segreto del poeta” con Paolo Galloni, voce recitante e introduzioni, Francesco Benozzo, arpa celtica e voce. A seguire cena con ricette medievali (per prenotazioni: info@la-madonnina.it)

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19 agosto 2009

Novità editoriali

Nello store di Simplicissimus.it sono in vendita a 3€ gli ebook Disumanità e Il Segreto del Poeta.
I due romanzi sono disponibili in formato pdf e epub ottimizzati per lettori digitali:

http://ebookstore.simplicissimus.it/pgkien_disumanita

http://ebookstore.simplicissimus.it/pgkien_il_segreto_del_poeta

Per le versioni cartacee (in formato classico e non) visitate www.pgkien.net.

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1 luglio 2009

Il segreto del poeta: Incipit e nota

Eppure, il giorno dopo lasciai la città al levar del sole e partii alla ricerca dei racconti. Vissi così anch’io la mia avventura, mia e diversa da quelle che poi ho narrato piegando le parole come un fabbro il ferro rosso rovente.
Mi levai di buon’ora e lasciai la casa e la bottega di mio padre, una dimora e un’attività che mi avrebbero garantito protezione e sicurezza, e ai quali già dovevo l’invidia bonaria degli amici. Gli uccelli accompagnavano i tremori dell’alba cantando a contrappunto ciascuno nella propria lingua. I colori iniziavano a sbocciare nella pianura appena ondulata che si apriva inesauribile al mio sguardo affamato di strada da percorrere, di destinazioni. Una vasta, smisurata promessa.
Il tempo ha depositato su quell’addio frettoloso il sapore di un vago rimpianto, ma non sono certo di esserne stato toccato allora, stracolmo com’ero di smania, furioso di viaggi e di storie. Ricordo che infilai nella sacca le tavolette cerate e i pennini, salutai mia madre, mio padre e i miei fratelli e mi avviai incosciente; ma non so dire se provai davvero in quei momenti la tenerezza e la nostalgia che mi assalgono quando ripenso alla mia famiglia e cerco di strappare alla nebbia i tratti dei miei genitori. I loro volti sono maschere opache negli scaffali della memoria stracolmi di nomi. Alla mia età, quella in cui scrivo queste righe, questa è ormai una forma di dolore.
Per contro, sono certo di rammentare tale e quale l’incantamento della voce del cantore: è sempre stato qui con me, identico e vivo, senza alterazioni, così come l’ho provato quel pomeriggio, quando li ho incontrati, quando loro mi hanno trovato: loro,
i racconti.
Camminavo per la via che costeggia la navata meridionale della cattedrale di Troyes, mi affrettavo senza una ragione precisa, forse temevo che le nuvole nere che avevo appena intravisto mi sorprendessero a capo scoperto. La via era ostruita da un assembramento di persone disposte, scoprii, intorno a una voce. Un uomo basso dall’accento che non sapevo identificare declamava un poema che non riconobbi. Dapprima mi incuriosì il timbro della voce: profonda, innaturale, un momento tanto rugosa da potercisi aggrappare, poi fresca come uno zampillio, di nuovo aspra, bellicosa, poi così notturna da far sorgere anzitempo la luna. Diceva:
«Il castello di Tintagel si affaccia imponente sul mare squassato dai venti, non teme gli assedi né gli inganni diabolici dei maghi. Le mura costruite dai giganti riverberano riflessi di rosso e di azzurro. In questo luogo il re Marc Cunomor e la regina Essylt banchettano con gli uomini di Bretagna e Cornovaglia. Tutt’intorno alla reggia la terra abbonda di pascoli e foreste, di selvaggina e di acqua dolce. Là sbarca Drustan, solo, anzi no: insieme a lui i fedeli compagni dolore e disonore».
A colpi di gomito mi feci largo tra braccia e corpi ammassati, le orecchie tese a non perdere frasi che non si preoccupavano di aspettarmi. Il cantore gesticolava, materializzava le scene e i personaggi, dava alla voce visi e paesaggi. Quando il cerchio degli spettatori si disperse e ciascuno rientrò alle proprie occupazioni io rimasi immobile.
«La mia storia ti ha trasformato in albero?», chiese il cantore.
In un albero no, in un altro uomo, forse. Se la saggezza degli anni trascorsi fosse stata già con me avrei risposto:
mi ha trasformato in me stesso,
mi ha rivelato quello che sono, la verità nascosta sulle mie origini e il mio destino.
Immaginate di abitare un castello, di vagabondare per i corridoi e di scoprire un passaggio segreto che si apre su stanze meravigliose di cui ignoravate del tutto l’esistenza, saloni affrescati e mosaici, alte vetrate dalle quali si protendono, come le dita del buon Dio, drappi di luce verde e rosso rubino. Ecco, io ero quel castello e dentro di me c’erano luoghi meravigliosi la cui esistenza era celata dalle comode illusioni quotidiane. I racconti erano la chiave per aprirle. Ora sapevo, né potevo più fingere di non aver mai saputo. Il mio passato non mi assomigliava più, il futuro, con i suoi forse, mi era specchio ben più fedele.

[questo è l'inizio de "Il segreto del poeta", dove Créstien incontra il cantore e lo ascolta raccontare un episodio della leggenda di Tristano. Nella composizione del romanzo P.G. Kien ha utilizzato in più occasione frammenti di poemi e cronache del secolo XII, ed è il caso delel parole messe in bocca al cantore, ispirate da un passaggio del delizioso poemetto "La Follia di Tristano"]

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9 giugno 2009

Qualche parola sulla leggenda di Tristano

Ne “Il segreto del poeta”, il protagonista Créstien (ovvero il giovane Chrétien de Troyes, grande poeta del scolo XII) scopre la sua vocazione ascoltando un cantore bretone cantare una versione della leggenda di Tristano e Isotta. Quella di Tristano e Isotta è una delle più celebri e belle storie mai raccontate. Il corpus tristaniano è composto da diverse varianti la cui redazione scritta occupa cronologicamente un periodo che va dal XII al XIV secolo. Le origini della leggenda di Tristano sono inconoscibili, ciò che è visibile sono alcune tappe che hanno preceduto l’organizzazione tematica di Béroul, Thomas, Eilhart von Oberg e Goffredo di Strasburgo. Soprattutto, ancor più che di tappe antecedenti si dovrà parlare di strade parallele o tangenti alla principale, dalle quali trarre informazioni, correlazioni esplicative e tasselli di un puzzle incompleto. L’Ur-Tristan, il racconto di riferimento da cui tutte le versioni procedono non è all’inizio del percorso, ma alla fine. Gli studiosi che hanno preteso di ricostruire l’albero genealogico si sono in realtà cimentati in una lettura a rovescio. Non sono importanti le irraggiungibili origini, ciò che conta sono i termini del dialogo che i fruitori nelle diverse epoche hanno instaurato con i motivi costitutivi della leggenda, dialogo che ha determinato la riorganizzazione dei motivi stessi e quindi del senso della leggenda.
Da dove viene Tristano, o meglio quali tradizioni narrative concorrono a formare, arricchire, definire il corpus tristaniano? Occuparsi di queste pur affascinanti domande non è tra gli scopi di queste pagine. Mi limito solo ad un sommario accenno. Le province celtiche hanno certamente dato il contributo primario e decisivo. Tra quarto e settimo secolo sono attestati diversi re scozzesi di nome Drust o Drustan, a volte in alternanza con re chiamati Talorc, e il gallese Mabinogion ricorda un Drystan figlio di Tallwch. Le qualità di Tristano lo avvicinano all’eroe irlandese Oengus, a sua volta costruito sul modello del dio polifunzionale Lugh, mentre le sue avventure trovano molte similitudini nelle letterature celtiche, ma anche altrove (si pensi ai combattimenti contro il gigantesco Moroldo e contro il drago). Quanto alla passione per Isotta, l’amore della regina per un giovane eroe è un luogo comune nella letteratura irlandese antica, dove si inserisce in un quadro di riflessione non tanto sull’amore quanto sulla regalità, incarnata nella regina, e sul suo passaggio di mano. Proprio il pre-tristaniano Oengus, lo abbiamo visto, è protagonista di uno di questi racconti. Quest’ultimo motivo mantiene intatta la sua pregnanza nel dodicesimo secolo continentale.
Un’ulteriore traccia che apre prospettive affascinanti è costituita da una stele tombale, probabilmente del secolo VI, rinvenuta nei pressi di Lantien, in Cornovaglia, regione cuore della geografia tristaniana: nei romanzi cortesi Tristano è detto di Lyonesse, e a breve distanza dal luogo di ritrovamento della stele si trova un villaggio chiamato Leyonne. L’epigrafe leggibile su di essa recita: Drustanus hic iacit Cunoworis filius cum domina Clusilla. Il nome femminile è interessante perché in irlandese silla può significare “bionda”, appunto il soprannome di Isotta. Lo stesso suffisso silla va a comporre il nome di Essyllt (che può dare Yseult per metatesi), moglie di re March e innamorata di Drystan figlio di Tallwch nella gallese Triade dei tre innamorati di Bretagna.
Non è dunque da escludere che tra Galles e Cornovaglia alcuni eventi storici abbiano interagito con una rete di racconti tradizionali. Se si accetta questa ipotesi preliminare, è la pista cornica a dare maggiori soddisfazioni. In particolare, la Cornovaglia del secolo VI ha conosciuto un March Cynwavr, latinizzato nelle cronache in Marcus Cunomorus, avversario di quell’Arthmael che è uno dei candidati a indossare i panni del predecessore storico del re Artù della narrativa. Un’altra Triade gallese afferma effettivamente che March era padre di Drystan, mentre la Vita di San Paolo Aureliano, scritta dal monaco Wrmonoc, riferisce di un conflitto tra due personaggi chiamati Drustanus e Conomorus. Qualcosa di eccezionale è forse davvero accaduto nella Cornovaglia del secolo VI, qualcosa che ha dato origine ai cicli narrativi di Tristano e re Artù, le cui storie non hanno ancora cessato di essere raccontate e ricreate.

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30 aprile 2009

I Miniromanzi

P.G. Kien lancia un nuovo progetto, i Miniromanzi.

I primi miniromanzi sono stati inviati via sms a un gruppo pilota di destinatari. Ora, una selezione sarà raccolta sia in versione e-book sia in una serie di cartoline (una cartolina per ogni miniromanzo) racchiuse nella scatola nera, ormai marchio di fabbrica del P.G. Kien Project.

Eccone uno in anteprima:

Si accorse delle crepe nella sua anima quando vide filtrare una luce che prima non c’era.

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